Mirtilli per ridurre il carico metabolico

Potrebbe bastare una tazza di mirtilli freschi per attenuare l’impatto di pranzi e cenoni delle ultime feste? Probabilmente sì, secondo uno studio pubblicato nei giorni scorsi su Clinical nutrition. I mirtilli da tempo sono sotto osservazione per le proprietà cardioprotettive degli antociani in essi contenuti, ma ora, per la prima volta, se ne dimostra un ruolo nella risposta metabolica a un pasto ricco in grassi e zuccheri.

Lo studio è stato condotto su soggetti con sindrome metabolica cui è stata somministrata una bevanda ad alta densità energetica (969 Kcal, 64,5 g di grassi, 84,5 g di zuccheri, 17, 9 g di proteine) insieme a 26 g di mirtilli liofilizzati, equivalenti a 150 g di mirtilli freschi, o 26 g di placebo isocalorico. In particolare, si sono registrate una riduzione di glicemia e insulinemia e un’attenuazione degli squilibri dislipidemici riscontrati nel gruppo placebo. Questi risultati pongono le basi per supportare un più vasto utilizzo di tali fonti alimentari di polifenoli soprattutto in soggetti con sindrome metabolica.