Coronavirus, ecco dove e perché va rispettata la “regola della distanza”

Droplet, tradotto dall’inglese: gocciolina. E’ una parola di cui sentiremo spesso parlare in queste settimane in cui l’Italia si trova alle prese con l’emergenza coronavirus. Il criterio del droplet, introdotto dal provvedimento entrato in vigore in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, a Savona e Pesaro-Urbino domenica 1 marzo, stabilisce la distanza minima a cui mantenersi con le altre persone per evitare assembramenti e per fare in modo che le “goccioline” che trasmettono il virus possano trasmettersi da un soggetto contagiato a uno sano.

Un metro. E’ questa la distanza minima stabilita dal decreto. Il criterio va applicato sia nei locali come ristoranti e bar, che nelle attività commerciali in genere. Spetterà agli esercenti rendere possibile l’applicazione di questa misura anti-affollamento. La stessa regola va applicata anche nei musei e nei luoghi di culto in cui vanno contingentati gli ingressi, Il criterio droplet è valido anche nei mercati e nei centri commerciali.