Abbassare il riscaldamento: effetti sulla salute

Vivere in un ambiente riscaldato è un comfort a cui nella maggior parte dei casi siamo abituati, occorre però prestare attenzione a gestire il riscaldamento in maniera attenta, sia per garantire al nostro organismo un effettivo stato di benessere, sia per ottimizzare al meglio il calore emanato dagli impianti al fine di non sprecare energia, risorse e soldi. Il benessere microclimatico è legato al controllo di alcuni parametri fisici che condizionano la percezione dell’organismo. Si può sentire caldo, sentire freddo o sentirsi a proprio agio a seconda del variare di alcune componenti: la più intuitiva è la temperatura, ma influiscono anche il tasso di umidità e la velocità dell’aria. Secondo la normativa vigente la temperatura negli ambienti dovrebbe essere di 20 gradi (con 2 gradi in più di tolleranza), pertanto una temperatura di 19-20 gradi è adeguata al benessere dell’organismo.

Quando sentiamo freddo, tendiamo ad accendere il riscaldamento o ad alzare la temperatura del termostato. Si tratta di un gesto automatico, che però impatta sui consumi e sulla salute personale e più in generale del pianeta. A volte, è sufficiente vestirsi in modo adeguato anche in casa per stare bene: indossare un maglione più pesante consente di sentirsi velocemente al caldo e riacquistare benessere. Il riscaldamento eccessivo – unito a un’inadeguata ventilazione – rendono l’aria secca e pesante, favorendo inoltre sintomi quali: pelle secca, labbra screpolate, mal di testa, tosse e altri sintomi respiratori, occhi irritati.